"Da radici antiche per un futuro europeo" - Una scuola che affonda le sue radici nella cultura classica aperta al presente orientata ad un futuro europeo.

Tu sei qui

Il Palazzo

Versione stampabileVersione PDF

La storia...

L'età gonzaghesca
La storia dell'insegnamento a Mantova affonda le proprie radici nel XV secolo, quando viene chiamato Vittorino Rambaldoni da Feltre per aprire una scuola (la "Ca' Zoiosa") dove istruire i rampolli di casa Gonzaga e dell'aristocrazia mantovana. Con l'arrivo a Mantova dei gesuiti si registra una svolta decisiva nella storia dell'istruzione locale: nel 1584 essi inaugurano solennemente il loro collegio con la partecipazione di letterati ed esponenti della nobiltà. La Compagnia di Gesù basa la propria attività essenzialmente sulla parola, sia orale, con la predicazione, sia scritta, con l'istruzione, nell'ambito della quale viene assegnato un ruolo primario alla Retorica, corso principale nello studio mantovano insieme a quelli di Grammatica e Umanità, cui si aggiungerà anche quello di Filosofia nel 1595. Il duca Ferdinando Gonzaga nel 1625 trasforma lo studio dei gesuiti in "Pacifico Ginnasio Mantovano", in un vero e proprio centro universitario, articolato in tre facoltà: Filosofia e Teologia, Giurisprudenza, Medicina. Dopo il sacco e la peste del 1630, l'Università mantovana registra un triste declino, l'istruzione viene sospesa per riprendere solo intorno alla metà del secolo (soprattutto con la facoltà di Filosofia e Teologia, mentre quelle di Giurisprudenza e Medicina non si riprenderanno del tutto), rimanendo costantemente appannaggio dei gesuiti, nonostante i ripetuti tentativi di altri ordini religiosi di sottrarre loro il monopolio dell'istruzione.

L'età asburgica
Con il passaggio di Mantova sotto la dominazione asburgica (1707), l'efficiente organizzazione dello Studio gesuitico non avverte l'urgenza di rinnovamenti radicali. Nei primi anni del Settecento il collegio conta circa 50 soggetti e i gesuiti continuano a impartire i loro insegnamenti, i cui corsi sono improntati a una rigida disciplina. Tuttavia le riforme illuministiche promosse dall'Austria nel campo dell'istruzione tendono a concentrare gli studi superiori in poche sedi da un lato e contrastare il monopolio ecclesiastico dall'altro e l'imperatrice Maria Teresa emana nel 1760 un piano generale per l'organizzazione scolastica in seguito al quale l'istituzione mantovana è ridotta a "regio arciducale ginnasio"; lo studio della lingua latina rimane fondamentale per l'apprendimento di qualsiasi scienza, mentre il corso di filosofia è obbligatorio per chi si indirizza alle facoltà di Teologia e Giurisprudenza. Oltre a regolamentare programmi e durata delle lezioni, il piano prevede saggi ed esercizi di addestramento a esperienze scientifiche. Allo scopo vengono successivamente attrezzati un gabinetto di fisica e un laboratorio chimico; a un docente spetta poi la manutenzione di un museo di storia naturale e la direzione dell'orto botanico officinale istituito nel 1780. Religiosi, medici e giureconsulti mantovani non tardano a manifestare il loro vivo dissenso per le riforme che determinano la progressiva abolizione dei corsi a livello universitario, concentrati nello Studio di Pavia. Maria Teresa giunge tuttavia a un compromesso: al collegio mantovano viene riservato il privilegio di conferire lauree in Filosofia e Teologia, almeno fino al 1779, data dopo la quale il conferimento di tale titolo spetta esclusivamente allo Studio pavese. Dopo la soppressione della Compagnia nel 1773, il governo assume la completa direzione delle scuole e anche le istituzioni scolastiche mantovane vengono uniformate a tutte le altre della Lombardia; il piano definitivo del ginnasio, pubblicato nel 1784, rimane in vigore fino alla dominazione francese.

L'Ottocento
La legislazione napoleonica in materia scolastica, emanata nell'arco del primo decennio dell'Ottocento, provvede a organizzare il sistema di istruzione secondaria imperniato sostanzialmente sui ginnasi, che diventano comunali, accanto ai quali vengono progressivamente introdotti i licei, di amministrazione statale, all'inizio senza che ci sia una subordinazione dei primi ai secondi; a partire dal 1811 viene invece sancito il rapporto gerarchico tra i due livelli di istruzione. A Mantova viene formalmente riconosciuto nel 1807 il "Regio Liceo del Mincio". Come si deduce dai programmi di studio, la scuola del periodo napoleonico è informata a criteri di tipo più pratico e meno speculativo, con un forte carico di studi obbligatori, soprattutto scientifici, per fornire una cultura generale aggiornata e moderna. Con la Restaurazione invece si ristabilisce un indirizzo rigorosamente classico: i piani di studio vengono uniformati al modello degli istituti filosofici dell'impero, gemmati dalle scuole gesuitiche. Spariscono invece discipline introdotte dalle riforme napoleoniche come principi generali di belle arti, chimica, agraria. Intorno alla metà del secolo risultano iscritti nomi celebri legati al Risorgimento italiano, da Achille Sacchi (allievo negli anni 1844-1845) a Giovanni Chiassi, a Carlo Poma, futuro martire di Belfiore, a Ippolito Nievo (iscritto ai corsi di nel 1847-1848). Dopo gli episodi dei Martiri di Belfiore scoppiano tumulti tra gli studenti delle ultime classi che si concludono con vari arresti; durante la seconda guerra d'indipendenza l'edificio scolastico viene adibito a uso di ospedale militare e gli studenti vengono trasferiti nel palazzo dell'Accademia fino al 1861.
 

Il periodo post-unitario
All'indomani dell'Unità d'Italia il nuovo stato si preoccupa meno di promuovere l'istruzione elementare e più invece di preparare quadri dirigenti diversi da quelli formati nei seminari e nei collegi religiosi: da qui il particolare interesse per l'istruzione secondaria superiore. Il liceo statale si pone come antagonista al seminario e al collegio gesuitico e la legge Casati sancisce e ribadisce la superiorità del liceo classico come scuola privilegiata della borghesia in ascesa (che mira a conquistare i posti più prestigiosi dell'amministrazione pubblica), in cui svolgono una funzione fondamentale il latino e il greco, intesi come "palestra mentis". Con il decreto di re Vittorio Emanuele del 21 giugno 1867, l'istituto mantovano, entrato a far parte del Ministero della Pubblica Istruzione, viene intitolato "Liceo Ginnasio Virgilio", in omaggio al più illustre concittadino e sommo poeta della latinità. Come novità viene introdotto l'esame di licenza ginnasiale che rilascia un diploma valido ai fini di concorsi per modesti impieghi di concetto, mentre l'esame di maturità apre le porte di tutte le Università. Sui registri scolastici spicca il nome di Roberto Ardigò, prima come studente del Ginnasio e poi come professore sia nel Ginnasio che nel Liceo, dove ha la cattedra di Fisica e Storia Naturale, quella di Storia Civile, quella d'Italiano e di Tedesco e, dal 1864 al 1881, il solo insegnamento della Filosofia. Alle soglie del nostro secolo la scuola secondaria, pur trovandosi inserita in un contesto storico profondamente mutato, mantiene la struttura conferitale dalla legge Casati; vengono istituite varie commissioni, ma nonostante l'atteggiamento riformista, soprattutto di matrice socialista, che vorrebbe una scuola più aperta e più laica, si arriva alla riforma Gentile (1923), che restaura il sistema scolastico elaborato dalla destra liberate. Ancora una volta la riforma si disinteressa dell'ordine tecnico per dedicare la massima attenzione a quello classico investendone anche i contenuti culturali, dove il latino e la storia si prestano alla retorica fascista. La massiccia presenza del regime in ogni ordine di scuola è testimoniata dalle frequenti convocazioni per organizzare parate e celebrazioni di cui sono esposte alcune esemplificazioni.

Privacy - Cookie Policy

a cura di Mario Varini - EUCIP IT Administrator certified.
CMS Drupal ver. 7.60 del 18/10/2018 agg. 19/10/2018• XHTMLCSS

Sito realizzato nell'ambito del progetto "Un CMS per la scuola" di Porte Aperte sul Web
Comunità di pratica per l'accessibilità dei siti scolastici - USR Lombardia

Licenza Creative Commons

Il modello di sito è rilasciato sotto licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo (3.0 Italia) per permetterne
la diffusione e il riuso liberi con citazione degli autori e con l'indicazione che potrà essere utilizzato dalle scuole italiane che ne faranno richiesta.

Per informazioni, solo se appartenenti a Pubblica Amministrazione, contattare Mario Varini con e-mail istituzionale ( @istruzione.it )

Liceo Classico Virgilio Via Ardigò 13, 46100 Mantova Italy
Tel.: +39 0376 320 366 - Fax: +39 0376 224 546 PEC: mnpc02000g@pec.istruzione.it - PEO: mnpc02000g@istruzione.it CF 80019550203 - CM MNPC02000G
Data Protection Officer: Massimo Zampetti - Privacycert Lombardia S.r.l. - Pass. Don Seghezzi n.2, BG - Tel. 035 413 94 94 - lombardia@privacycert.it - lombardia@pec.privacycert.it